• Hermann Stern


    Nell'anno 1889 un giovane ed attivo giardiniere, dopo aver frequentato le scuole di agricoltura in Svizzera e dopo aver lavorato per diversi anni a Dresda, Ginevra e Lione, presso grandi stabilimenti di Orticoltura, tenta di realizzare il suo sogno, ovvero raggiungere la dolce Riviera, conosciuta per il suo clima mite, i suoi ulivi e le sue palme. Fu uno dei principali e più fortunati esportatori di fiori e di piante ornamentali della Riviera.
    Stern si stabilì prima a Nizza e poi a Monte Carlo, facendo il giardiniere e perfezionandosi in modo particolare nella coltivazione e nello smercio dei fiori. Dopo poco tempo si aprì un'azienda propria e si trasferì a Cannes sotto il nome di “H.Stern e Co., Exportation de Fleurs”. In questo periodo venivano esportati dalla Ditta discrete quantità di garofani, anemoni, narcisi, margherite e rose, fra cui le più rinomate erano la “Safrano” e la “Marechal Niel”.
    Il signor Stern, incoraggiato dal suo commercio che funzionava discretamente, accarezzava molte belle speranze ma, un mattino d'inverno ecco arrivare il gelo che distrusse tutto e bloccò il mercato del fiore.
    Il lavoro cessò di colpo e lo Stern decise di partire verso la nostra Riviera per studiarne il clima, per poi trovarne le condizioni ideali nella città di Sanremo. Decise cosi di stabilirsi nella nostra città, dove nel 1891 fondò per proprio conto la sua ditta.
    Lo Stern sognava di avere delle belle e grandi coltivazioni, ma il suo desiderio si poté realizzare dopo molti anni di duro lavoro e con grandi sacrifici, poiché gli mancava totalmente il capitale per realizzare le proprie ambizioni.
    Infatti fu solo nel 1893 che cominciò a piantare i primi garofani, andando ogni anno a visitare i suoi amici floricoltori francesi per poter acquistare talee e barbatelle delle migliori varietà ottenute in Francia. Anche in fatto di Rose s'ingegnava per avere sempre qualcosa di nuovo e fu così uno dei primi a piantare le seguenti varietà “Frau Karl Druschki”, “General Mac Arthur”, “Abel Chatenay” e molte altre, le quali venivano da lui trovate nelle esposizioni che visitava.
    A poco a poco la richiesta durante l'inverno aumentò e per poterla soddisfare ricorse all'acquisto “in blocco” di interi raccolti di rose diffusi su tutto il territorio.
    Stern dedicava i mesi estivi per viaggiare nei paesi del Nord ed accrescere così la sua clientela ed è così, che a poco a poco, l'esportazione dei Fiori della Riviera si estese anche nei paesi più lontani fino a Stoccolma e Mosca.
    Migliorò così la sua posizione ed assistito dal suo giovane figlio, ingrandì successivamente le sue coltivazioni, in special modo con piantagioni di rose sotto serra e nuove varietà di mimose.
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  • Eva Mameli Calvino


    Nasce a Sassari il 12 febbraio 1886, si laureò in scienze naturali nel 1907 presso l'università di Pavia. I suoi primi lavori riguardarono la fisiologia dell'assimilazione dell'azoto libero, la biochimica e soprattutto la lichenologia. Nel 1920 sposò Mario Calvino, in quel tempo direttore della stazione agronomica sperimentale della repubblica di Cuba nella quale prestò la sua opera come capo del dipartimento di Botanica. In quel periodo si occupò principalmente della fisiologia, anatomia ed ibridazione della canna da zucchero. Nel 1925 rimpatriò con il marito, chiamato a dirigere la stazione sperimentale “Orazio Raimondo” di Sanremo dove assunse la mansione di assistente botanico. Insegnò all'università di Cagliari dal 1926 al 1928 e fu la prima donna in Italia nominata ad una cattedra di botanica. Rinunciò presto però alla carriera universitaria, per poter portare avanti dei lavori di sperimentazione nel settore della floricoltura a Sanremo. Studi di particolare interesse vennero eseguiti nel campo della germinazione di semi di rosa, sulla biologia fiorale delle acacie e sulle malattie delle piante da fiore.
    Nel 1951, alla morte del marito, assunse le mansioni di direttore dell'istituto sperimentale di Floricoltura di Sanremo, che mantenne sino al 1959.
    Durante questi anni, oltre che ai lavori di direzione, si dedicò intensamente ad ogni problema che emergeva nel mondo floricolo.
    Eva Mameli era la madre dello scrittore Italo Calvino e del geologo Floriano Calvino.
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  • Ermanno Moro


    Nasce a Vallecrosia nel 1908 da una famiglia di floricoltori ed è uno degli ultimi grandi Ibridatori della generazione di Aicardi e Mansuino.
    Nella sua azienda di San Bartolomeo, sopra Sanremo, ottenne risultati che, nel campo dei garofani, possono considerarsi tra i maggiori raggiunti in ogni tempo.
    Produsse molte varietà di notevole successo commerciale tra cui l' “Anita” e la “Ester”. La prima è stata in effetti una delle varietà più importanti che siano mai state immesse sul mercato, anche se non ottenne mai nessun premio nelle esposizioni floreali. Venne introdotta nel 1931 ed in poco tempo divenne l'arbitro ed il punto di riferimento di tutta la produzione dianticola europea. L'Anita, di colore rosa pallido, era uno scoppione bilaterale che aveva una preziosa caratteristica: resistere al trasporto.
    Ermanno Moro lavorò molto nei garofani pluriflora ma il lavoro di questo ibridatore non si fermò a quello, si spinse nel campo dei garofani a fiore semplice con l'obbiettivo di ottenere fiori con stami e pistilli molto corti, in modo da evitare nel trasporto la fecondazione precoce e quindi l'appassimento. Il suo obbiettivo massimo, in questo caso, era di ottenere varietà sterili.
    Moro era uno di quegli ibridatori, come del resto Mansuino e tanti altri, che pur non essendo cultori di genetica vegetale, sono riusciti ad ottenere risultati molto importanti.
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  • Louis Isnart


    Nacque a Nizza Marittima il 12 settembre 1863 ed iniziò la sua professione di giardiniere nello stabilimento orticolo di Antoine Bonfils, di Nizza, dove rimase sei anni. Nel 1892 fu chiamato, dalla società fondiaria lionese, ad Ospedaletti Ligure per dirigere i lavori di impianto dei giardini e delle passeggiate nei terreni acquistati dalla stessa società.
    Più tardi fondò lo Stabilimento di Orticoltura e Floricoltura “Riviera Ligure” della stessa società fondiaria Lionese.
    Stando in Ospedaletti Ligure, riuscì a prevedere tutto lo sviluppo che avrebbe preso in avvenire la nostra floricoltura, allietata dal sole nell'inverno e riparata dai venti del nord, iniziando una sana propaganda, tenendo conferenze e lezioni pratiche a Coldirodi ed Ospedaletti sulle nuove colture floreali, sulle rose rifiorenti, sui garofani, sulle acacie da fiore, molto tempo prima che sorgesse la cattedra ambulante d'agricoltura.
    Nello stesso periodo, nello stabilimento “Riviera Ligure”, produceva le Araucarie per talea forzata, Phoenix e Kentia per l'esportazione.
    Fu lui che insegnò in Liguria la propagazione per talea forzata dell'Araucaria excelsa e sempre a lui si deve l'inizio della produzione di Kentia forsteriana nel 1892, prima del genere in Italia ed in Francia.
    Fu membro della giuria nelle varie esposizioni e in diversi concorsi floreali della zona. Il governo francese lo nominò cavaliere del merito agricolo l'8 Febbraio 1912 e lo promosse Cavaliere Ufficiale di detto merito il 16 Marzo 1923.
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  • Thomas Hanbury


    Un altro pioniere illustre, noto non solo a Ventimiglia ma anche a livello internazionale, è senz'altro sir Thomas Hanbury del quale è doveroso fare un breve ma significativo accenno. Nacque a Londra il 21 Giugno 1832. Nel 1867 reduce della Cina, approdò nel capo della Mortola, nei pressi di Ventimiglia, e ideò in quel pendio uno dei giardini botanici più ricchi e prestigiosi del mondo. Acquistato il terreno, i fratelli Daniel e Thomas Hanbury, iniziarono subito la costruzione del parco avvalendosi di grandi ingegni nel campo dell'architettura di giardini, della botanica e dell'agronomia quali L. Winter, A. Berger e altri. Questa poderosa realizzazione fu donata dalla famiglia Hanbury alla Repubblica Italiana nel 1961 ed ancora oggi è gestita dall'Università di Genova.
    Il giardino è meta ancora oggi di numerosi visitatori e studiosi di tutto il mondo.
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  • Domenico Aicardi


    Nasce a Sanremo il 16 maggio 1878 nella casa di famiglia sita al numero 4 di via Feraldi, figlio di Costanzo, amato medico sanremese e di Camilla.
    Frequenta il Liceo – Ginnasio “G. D. Cassini” ed al termine degli studi si dedica allo studio delle lingue prima a Zurigo e poi in Inghilterra. Nel 1901 alla morte del padre, ritorna nella natia Sanremo e risiede nella Villa Minerva, antica proprietà di famiglia venduta e poi riacquistata, dove il Domenico, detto “Meneghin”, inizia i suoi esperimenti in campo botanico, primo dei quali, quello di interrare sei datteri intorno a casa che genereranno le sei maestose palme che ancora oggi adornano la Villa.
    Dedicatosi a studi ed esperimenti sui garofani e le rose, creò moltissime varietà. Per quanto riguarda i garofani, le varietà più famose create da Aicardi furono: Marta, Mignon, Dandi, Minerva, Tornese, Oscar; mentre per le rose si ricordano: La Gloria di Roma, Signora Puricelli, Principessa delle Rose, L'Eterna Giovinezza, Saturnia, Fiamma e la Colombo.
    La floricoltura del ponente deve a lui prestigiosi ed insuperati successi.
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