L´Asparagus

L'Asparagus è tutt'altro che una novità, non solo per la nostra regione ma per tutto il continente, ma si rilevò insostituibile per il suo impiego quale fronda ornamentale.
La coltivazione di questo genere, presente principalmente con la specie “Plumosus” e “Sprengeri”, in minor misura con la “Medeola Asparagoides, si estese molto in tutta la nostra zona.
Pianta originaria del Sud Africa, venne introdotta in Europa nel 1882 e fu considerata talmente fragile da non poter essere coltivata al di fuori della serra calda.
Tutto questo finché non si fece avanti colui che verrà definito il “Re dell'Asparagus”: Roberto Diem, un tedesco del Wurttemberg.
Diem fu un indiscusso pioniere della floricoltura, e la sua provenienza, come quella di altri pionieri, non deve stupirci, in quanto negli altri paesi europei l'interesse per il settore floricolo, verso la metà dell'ottocento, era ben radicato ed era quindi più probabile trovare espertissimi floricoltori.
Roberto Diem, nato nel 1882, amante dei fiori e botanico di rara competenza, visse fin da fanciullo a contatto dei giardini e dedicò tutto se stesso nell'arte del giardinaggio. Dopo un periodo di tirocinio di tre anni in qualità di apprendista, venne ammesso nel celebre stabilimento di rosicoltura di Petre Lambert a Treviri. Trasferitosi in Inghilterra e quindi tornato nuovamente in Francia in Costa Azzurra, fu occupato in diversi stabilimenti dove studiò intensamente e proficuamente i metodi di coltivazione orticola.
Nel 1902, Diem ebbe l'ardita idea di cimentarsi ad Antibes, nella coltivazione dell'Asparagus in pien'aria. L'impresa non era facile, in quanto le piante si era costretti a moltiplicarle per divisone dei ceppi a causa della difficilissima reperibilità di semenza, che il Diem si fece spedire dall'Africa e dalla California, ottenendo ottimi risultati.
La prima guerra mondiale lo costrinse ad emigrare in Italia, dove rilevò lo stabilimento “Dorner” ai piani di Camporosso, dove impianto un'estesa azienda floricola di circa 135.000 metri quadrati di superficie.
Se il Diem fu il protagonista dell'avviamento colturale dell'Asparagus nel ponente del circondario, Cepollina fu il protagonista dell'introduzione dello stesso genere a Taggia e nella Valle Argentina. Questi, resosi conto del rapido evolversi della richiesta di nuovi prodotti floreali, curò con passione e competenza la coltivazione dell'Asparagus nella sua azienda, trasformata da antico uliveto in splendido giardino.
Sempre a metà degli anni Trenta si stimava che l'Asparagus costituisse il 25% del prodotto floricolo esportato.

Testo liberamente tratto da: B.FILIPPI, Le radici dei fiori. Gli uomini e la storia della floricoltura del Ponente Ligure. VIGEVANO, DIAKRONA Edizioni, 1998.

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