La Rosa

La Rosa, oltre alla Violetta, è uno dei primi fiori coltivati su vasta scala in tutta la Riviera. I motivi del suo successo sono molteplici, primo fra tutti, la presenza di queste piante in molti giardini, che potevano aver fatto maturare una certa esperienza di coltivazione; secondo motivo invece è che la rosa fra tutte le piante da fiore, sopportava meglio l'estrema carenza idrica caratteristica del nostro territorio, aggravata, in quei tempi, dalla mancanza di efficienti impianti di adduzione e di distribuzione dell'acqua.
Sicuramente la sua diffusione venne facilitata da un iniziale diffidenza verso il garofano e dalla mancanza di sue varietà.
Le prime rose coltivate in Riviera furono l'”Indica Major”, che poi servì come portainnesto, e la “Bengala”, già presente nei giardini delle ville del circondario.
La vera protagonista che lanciò la coltivazione delle rose nel ponente ligure fu la varietà “Safrano”, introdotta nella zona di Bordighera dal Winter.
Era una rosa molto resistente, di bell'aspetto e di colore giallo, ma cosa più importante, poteva essere piantata “Franco Piede” ovvero senza portainnesto. È ricordata ancora oggi come una delle rose più longeve del mercato, infatti primeggiò per circa cento anni, a partire del 1839, sui maggiori mercati floricoli.
Altre varietà quasi contemporanee alla “Safrano” furono la “Papa Gontier”, la “France” e la “Captain Cristy”. Seguirono poi altre varietà che pur non raggiungendo la longevità di mercato della “Safrano”, si imposero comunque per circa mezzo secolo sui maggiori mercati europei, come per esempio la “Marie Van Hutte”, a fiore bianco-giallastro sfumato di rosa e la “Paul Nabonnand”.
Ancora a seguire la “Ulrich Brunner Fils” con lunghi rami ed eleganti fiori rosso ciliegia tondi, pieni e profumati che fu per lunghi anni cavallo di battaglia su molti mercati dei fiori e la “Frau Karl Druschki, rosa ibrida rifiorente che produce fiori grossi di colore bianco puro, ammirata da tutti in quel tempo.
La passione per questo fiore speciale, quale è la rosa, portò molti privati a sperimentare e ricercare nuove varietà, dando vita a Sanremo a diversi rosai sperimentali.

Testo liberamente tratto da: B.FILIPPI, Le radici dei fiori. Gli uomini e la storia della floricoltura del Ponente Ligure. VIGEVANO, DIAKRONA Edizioni, 1998.

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