• Giardini Regina Elena


    Il parco occupa una posizione invidiabile e strategica, al colmo dell’abitato storico della “Pigna”, appena al di sotto della scenografica salita al Santuario della Madonna della Costa. L’area ha subito notevoli trasformazioni a partire dalla metà del XVIII secolo. Era infatti in parte occupata dalle opere antistanti al medioevale castello che era stato demolito dai Genovesi in seguito alla ribellione di Sanremo del 1753. In seguito è il terremoto del 1887 che comporta le maggiori distruzioni dell’abitato attorno alla chiesa di San Costanzo. In ossequio alle regole igieniche ed architettoniche del tempo, viene eliminata la destinazione abitativa dell’area e praticamente ricostruito solo l’edificio sacro.
    Si crea quindi una successione di balze sostenute da robusti muri di controspinta, con un belvedere sommitale, il tutto accuratamente dissimulato da terrapieni alberati a palmeto e da aiuole. Di particolare effetto teatrale è la “roccaglia” sul belvedere, con una fontana a cascata che richiama esempi della vicina Costa Azzurra, come quella du Chateau di Nizza. D’ineguagliabile fascino è la vista che si gode presso la balaustra del belvedere: può spaziare sul golfo di Sanremo, risalire verso l’entroterra fino a Monte Bignone, disperdersi fra i tetti della vecchia Sanremo, con i soli risalti dei campanili delle chiese.
    La dedica alla Regina Elena di Montenegro è quasi d’obbligo: l’illustreospite amava Sanremo, vi trascorreva giornate di vacanza. I realicomponenti della sua famiglia sono stati tumulati nella chiesa greco–ortodossa della città.

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  • Palazzo Belvue


    Il Parco Bellevue è legato alla costruzione dell’omonimo grande albergo,innalzato tra 1893 e 1894 su progetto dell’architetto Pietro Agosti (1873–1930), che sarebbe divenuto più tardi anche stimato Sindaco di Sanremo. L’albergo rispettava i più preziosi canoni dell’epoca: riservato ad una clientela esigentissima, disponeva di spazi di rappresentanza, ampie camere e suites, un ristorante rinomato e di validi spazi anche per la servitù che seguiva gli illustri ospiti, in genere nobili europei e grandi finanzieri. La facciata arricchita da continui risalti e da motivi decorativi architettonici assai eclettici, nasconde in parte un secondo albergo, nato come kurhaus (terapia dell’acqua di mare ed elioterapia), poi divenuto Hotel Excelsior. Come tutti gli alberghi di tale rango, anche il Bellevue è impreziosito, anzi, si annuncia, con un elegante giardino. La sua specifica particolarità è quella di non essere difeso da muri di cinta: i suoi ampi viali invece si innestano direttamente sulla via Aurelia, come invito all’accesso per le carrozze e poi per le automobili dei facoltosi clienti. Le ragguardevoli presenze botaniche accompagnano le controllate salite dei percorsi di avvicinamento agli ingressi dell’albergo.
    Anche nel secondo dopoguerra il Bellevue continuava a vivere con presenze di rango: fra queste va ricordato il deposto re d’Egitto, Faruq (1920–1965),a Sanremo noto soprattutto per le sue straordinarie ed avventurose imprese di giocatore al Casino.
    L’intero complesso alberghiero viene acquistato dal Comune di Sanremo nel 1963, divenendo quindi sede amministrativa di sicuro prestigio. Il parco è stato oggetto, nel 1988, di un intervento di ristrutturazione che ha visto, tra l’altro, la realizzazione di una fontana luminosa animata da giochi d’acqua.

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  • Villa Zirio


    Il parco è legato ad una delle più prestigiose ville della regione di Levante. La residenza era stata innalzata per il facoltoso avvocato Giovanni Battista Zirio, su progetto dell’architetto Marsigliese Berenger, prima del 1868. Si apprezza il sicuro classicismo di questa realizzazione, contraddistinto da una loggia a colonne binate, da ritmi precisi nella collocazione degli elementi decorativi, il tutto concluso da un monumentale timpano. All'interno si trovano le decorazioni di Filippo Ghersi, gli ornati dipinti di Gio Batta Novaro e gli affreschi di Francesco Semino (tra cui Benvenuto Cellini di fronte a Francesco I re di Francia).
    La vicenda storica della villa è comunque legata ai suoi illustri ospiti. Spicca in assoluto Federico III re di Prussia e Imperatore di Germania (1831–
    1888). Questi, ancora in qualità di erede al trono, colpito da cancro alla
    laringe, giunge a Sanremo il 3 novembre del 1887 per godere del magnifico clima locale e per essere curato dal dott. Morell Mackenzie. Era in compagnia della famiglia e di un adeguato seguito. Il 3 di marzo, alla morte del padre Guglielmo, Federico diviene imperatore: costretto a ritornare in patria, vi muore dopo tre mesi di regno. Proprio per agevolarne i movimenti, nella villa viene installato il primo ascensore della ditta Stigler–Otis, tuttora in funzione. Il soggiorno di questo illustre ospite è

    ricordato da una targa monumentale ben visibile dal marciapiede a monte della via Aurelia.
    E’ nota anche la breve presenza del compositore Richard Wagner (1813–
    1883), quando ancora non era famoso in Italia, grazie ad una stampa del
    1868, che lo ritrae all’interno del parco assieme al signor Von Kettel.
    Il giardino appare già rigoglioso: sembra però successivo l’impianto generale ancora visibile, dovuto all’impegno progettuale del botanico Ludovico Winter (1846–1912), poi realizzato dalla ditta vivaistica Pin e Gullino. Il parco forma un insieme di grande rilevanza ambientale con i vicini parchi di villa Rothenburg a Ponente e dell'Hotel Bellevue ora palazzo comunale a levante
    La vegetazione dominante è costituita da rigogliose palme, le altissime Washingtonia robusta e Washingtonia filifera (Pritchardia f.), le maestose Phoenix canariensis, Livistona chinensis (Latania borbonica), Syagrus
    romanzoffiana, Caryota urens, mentre tra le altre specie si segnalano:Lagunaria patersonia, Strelitzia alba (S.augusta), Cycas revoluta, ecc.Due giganteschi esemplari di Ficus macrophylla costituiscono veri monumenti viventi.

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  • Parco Marsaglia


    Per gli appassionati uno dei giardini più interessanti della Città, data la moltitudine di essenze esotiche presenti.
    Entrando dal cancello principale si ammira un magnifico esemplare di Encephalartos altensteinii per poi proseguire verso eleganti palme quali le Syagrus romanzoffiana, tipiche del Brasile, la Howea forsteriana, la mastodontica Jubaea chilensis (J. spectabilis), gigante del Cile; Chamaerops humilis, Cycas revoluta, Araucaria, Oreopanax, Livistona australis (Corypha australis), Dracaena draco, Sabal minor, Dasylirion, ecc.
    Il parco presenta una suggestiva e significativa immagine di quello che poteva essere Sanremo prima della seconda guerra mondiale. Il giardino circondava una residenza privata di assoluto prestigio: la grande villa detta il "castello Marsaglia", fatta erigere da Giovanni Marsaglia, celebre uomo d'affari. La famiglia Marsaglia, di origine torinese, appare una delle
    presenze più importanti nel contesto sociale sanremese alla fine del XIX secolo. I suoi migliori esponenti sono proprio i fratelli Ernesto e Giovanni Marsaglia. L’ingegner Ernesto è stato deputato e senatore del Regno d’Italia. L’ingegner Giovanni, invece, si era occupato della costruzione di grandi gallerie, comprese quelle della ferrovia lungo la costa ligure (completata nel 1871). Il suo nome è legato a modifiche dei piani urbanistici della città ed alla messa in opera di un poderoso acquedotto che risolse i problemi di approvvigionamento idrico del centro turistico dopo il

    1883. Le diverse proprietà Marsaglia, a monte dell’attuale Corso Imperatrice si impreziosiscono dell’imponente “castello” nel 1882, quando viene completato in base ai progetti dell’architetto Pio Soli (Castelnuovo Scrivia, 1847–Sanremo 1906).
    L’edificio era sorprendente: torri, merlature e motivi neogotici e neorinascimentali si affiancavano in un complesso candido che si stagliava tra il verde del parco, di fronte al mare. L’interno era arredato in modo impeccabile, con opere di prestigiosi artisti contemporanei: Paolo Trubetzkoy, Edoardo de Albertis, Odoardo Tabacchi, Domenico Trentacoste e persino Jean–Baptiste Carpeaux, l’acclamato scultore francese amico dell’architetto dell’Opéra, Charles Garnier.
    La demolizione del “castello” nell’immediato dopoguerra, in seguito ad abbandono e ai danni bellici, con il conseguente smantellamento degli arredi, comporta il passaggio dello spazio verde all’amministrazione
    comunale, mentre a monte vengono costruiti palazzi moderni. All’interno del parco viene ricavato un Auditorium, dedicato al musicista Franco Alfano, ospite di Sanremo (1875–1954). Fortunatamente rimane piuttosto integro il sistema progettuale del parco, definito da viali comodi e ampi, con curve ben calcolate in grado di proporre squarci panoramici sempre variati, secondo l’uso del tardo Ottocento. La notevole vegetazione presente, ricca anche di rari esemplari richiama il fascino della foresta tropicale. Va inoltre segnalata la possibilità di concepire il parco inserito in un piano di continuità molto ampio, che coinvolge anche le aree verdi dei grandi alberghi vicini.

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  • Villa Ormond


    Bellissimo parco, vasta oasi verde ricca di vegetazione esotica dove l’elemento architettonico dominante è un’antica fontana in pietra con putti. Le piante più significative sono raggruppate nel prestigioso Palmetum in cui primeggiano due gruppi di palme Phoenix reclinata di notevoli dimensioni, una magnifica Erythrina crista-galli, dall’incantevole fioritura rosso sangue, alcune Jacaranda mimosifolia, Cinnamomum camphora, grandi Ficus macrophylla, Corynocarpus laevigatus, Phoenix dactylifera, Washingtonia filifera, Washingtonia robusta, Caesalpinia gilliesii, Trithrinax campestris, Nolina longifolia, ecc.
    Il catasto “napoleonico” del 1812 individua i terreni oggi compresi nel grande parco Ormond destinati ad agrumeto ed oliveto, ma vi si trovavano già palme della specie Phoenix dactylifera. La proprietà era della famiglia sanremese Rambaldi, che vende la villa agli Ormond prima del 1887. Michel Louis Ormond (1828–1901) era un commerciante di tabacco d’origine svizzera, che si trasferisce a Sanremo per desiderio della bellissima moglie francese, Marie Marguerite Renet (1824–1925), donna di salute cagionevole.
    La vecchia villa Rambaldi subisce gravi danni con il terremoto del 1887. Gli Ormond decidono dunque di costruire una nuova villa, il cui progetto viene affidato all’architetto svizzero Emile Réverdin, che traduce la sua educazione parigina in un impianto classico e lineare. La villa viene

    completata nel 1889. Il grande parco viene attraversato dalla via Aurelia e dalla ferrovia, operativa dal 1872. Lo spazio verde viene modellato secondo la progettualità francese del secondo ottocento, sull’esempio dell’Alphand e di André. I terrazzamenti liguri e gli agrumeti vengono eliminati in favore di viabilità comode e panorami sempre variati. Le piante esotiche vengono collocate accanto ad ulivi ed agrumi. Il progetto del parco riprende un andamento a “stanze” con ambienti vegetali molto caratterizzati: palmeto, area dei cedri, antico oliveto, sequenza di Ficus e grandioso panorama centrale ispirato al tema del giardino all’italiana.
    Sono stati numerosi gli ospiti illustri: i principi di Prussia, il Duca d’Aosta e la celebre principessa Elisabetta d’Austria.
    Dopo la morte di Marie Marguerite nel 1925, la proprietà è stata acquisita dal Comune di Sanremo nel 1928.
    In questo contesto, va ricordato come lo spazio retrostante la villa sia stato
    utilizzato come prestigioso “giardino d’inverno”, luogo destinato a manifestazioni e cerimonie di premiazione. In seguito la villa è stata anche sede del Tribunale di Sanremo. Dal 1936, sino ai primi anni ’70, la Villa ed il parco hanno ospitato importanti Mostre floreali internazionali.
    Nel Parco di Villa Ormond è possibile ammirare Il Giardino giapponese,
    frutto dell’amicizia che unisce la città di Sanremo e la città di Atami.
    Su di un tappeto erboso dal verde intenso, sono sistemati in modo fantasioso massi e pietre che ne mettono in risalto la bellezza e creano un’atmosfera tipica, in armonia con gli alberi e gli arbusti. Particolarmente suggestivo è l’angolo ispirato alla filosofia ZEN. Qui il simbolo impera ed esalta la bellezza nella sua semplicità, non immagine, ma senso della vita nella più profonda spiritualità.
    La flora tipicamente originaria del mondo giapponese si integra in modo
    piacevole, dando all’insieme un intenso richiamo d’oriente.
    Tra le specie principali si segnalano:
    Bambusa vulgaris, Corylus avellana “Contorta”, Bambusa arundinacea “Aurea”, Pinus parviflora “Pentaphylla”, Chamaecyparis “pisifera Filifera Aurea”, Cryptomeria japonica “Globosa”, Acer palmatum, Corylopsis pauciflora, Cornus kousa, Ilex crenata, Cydonia japonica, Mahonia iaponica, Sophora japonica, Lagerstroemia indica, Chamaecyparis obtusa “Nana”, Nandina domestica.

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  • I Giardini di Sanremo


    Abbiamo il privilegio e la responsabilità di gestire il prezioso patrimonio botanico di Sanremo, frutto di quel prestigioso “periodo d’oro” conseguente all’espansione turistica della città a partire dal 1870. L’influenza straniera e le particolari condizioni climatiche del territorio hanno permesso l’acclimatazione di moltissime specie esotiche. Molte di queste piante hanno assunto dimensioni ed importanza monumentali e costituiscono un grande valore simbolico, un’immagine fortemente rappresentativa per i nostri giardini. La salvaguardia e la tutela del patrimonio botanico richiedono un grande amore e un’attenzione continua. In questo senso ci si sente eredi dell’opera dei facoltosi proprietari, dei giardinieri e dei botanici del passato. Queste grandi personalità ci hanno lasciato non solo le loro piante, ma ci hanno tramandato una filosofia di concezione e di vita del giardino. Nello spirito della loro eredità dobbiamo continuare il lavoro intrapreso e sviluppare ancora le potenzialità che il clima mite della Riviera ci offre. I nuovi tentativi d’introduzione di piante esotiche e rare devono proseguire ricercando lo spirito proprio di chi, nel passato, si è impegnato per dare vita a veri giardini d’acclimatazione. Le grandi trasformazioni del paesaggio, iniziate a fine 800, fanno ormai parte della nostra cultura e delle tradizioni della Riviera. Il giardino esotico dei parchi e delle ville è ricco d’esuberanti palme, colonnari Araucarie, meravigliose Jacarande, Erytrine dalla fioritura fiammeggiante, Cicadacee e altro.
    Non dobbiamo lasciar impoverire questa preziosa nota ambientale che presenta Sanremo come uno stupendo giardino d’acclimatazione ed è motivo d’interesse per turisti e grandi appassionati italiani e stranieri. Non dobbiamo perdere la nostra identità, le nostre radici culturali legate al periodo di massimo splendore per Sanremo rincorrendo, come da più parti si sente richiedere, una falsa integrità botanica che vorrebbe privilegiare la messa a dimora delle piante “del luogo” escludendo le esotiche. La Guida ai Giardini di Sanremo è pertanto uno strumento utile e di facile consultazione per chi vuole conoscere meglio i parchi della città e soddisfare piccole curiosità, scoprire ad esempio quando le palme sono giunte a Sanremo, laddove provengono i maestosi Ficus, quando fiorisce la Sparmannia o note storiche sui giardini, le vecchie ville, i loro proprietari ed i progettisti. Auguriamo a tutti i lettori piacevoli passeggiate nei parchi di Sanremo e confidiamo nella collaborazione di quanti vorranno aiutarci a curare meglio i giardini della città, diffondendo la conoscenza, il rispetto e l’amore per l’ambiente.

    Il Funzionario del Servizio Beni Ambientali
    Claudio Littardi

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