• Ceiba speciosa A.St.–Hil.


    Alberoa foglie composte e caduche, tronco caratteristico, rigonfio e molto spinoso, spettacolari fiori di grandi dimensioni e colore variabile dal bianco al giallo e al rosa. Il grande frutto contiene molti semi avvolti da una lanugine bianca (il falso kapok) impiegata come imbottitura. Il nome scientifico fu dedicato al botanico svizzero Ludwig Choris. Introdotta in Italia alla fine dell’Ottocento. In Argentina è chiamato albero ubriaco. Un esemplare vicino al Padiglione espositivo
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  • Abutilon x hybridum hort. ex Siebert & Voss


    Arbusto con foglie a margine dentato e fiori insoliti, penduli, di colore giallo-arancione. Vicino al cancello centrale nella porzione superiore del Parco
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  • Liriodendron tulipifera L.


    Albero a foglie caduchealto sino a 20 metri, con foglie molto ornamentali e margine lobato, fiori di colore verde pallido, a cui seguono infruttescenze simili a pigne. Un esemplare all’interno del giardino giapponese
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  • Laurus nobilis L.


    Albero o grande arbusto sempreverde, alto sino a 10 metri, con foglie molto aromatiche usate in cucina, fiori gialli e frutti neri simili ad olive. Per i Romani era simbolo di successo. In tutto il Parco
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  • Salvia sessei Benth


    Grande arbusto con foglie di colore verde scuro e spighe di fiori rossi. Fu collezionata per la prima volta dal botanico spagnolo Martin Sessé y Lacasta. Vicino all’ingresso centrale nella porzione superiore del Parco
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  • Lavandula x gingisii Upson & S.Andrews ‘Goodwin creek grey’


    Grande ibrido creato nel 1999 nei Giardini Goodwin Creek in Oregon, come incrocio tra Lavanda lanata e Lavanda dentata e dedicato a Jean Gingins de la Sarraz che scrisse una monografia su questo genere. Vicino alle succulente nella porzione superiore del Parco
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