Mario Calvino E La Cattedra Ambulante Di Agricoltura

Sul finire del secolo scorso, il perfezionamento dei mezzi produttivi impresse una straordinaria evoluzione al settore agricolo.
Il fenomeno favorì le grandi aziende attente al progresso tecnologico, ma i piccoli proprietari coltivatori, non sempre ebbero la possibilità di accogliere le innovazioni, talvolta viste con diffidenza.
Da qui la necessità di diffondere l'istruzione agraria fra il mondo rurale dando vita ai Comizi Agrari sull'onda dell'esperienza maturata in Germania e nel Belgio. In questi paesi operavano “Cattedre Ambulanti” specializzate nel portare direttamente in campo agli agricoltori le novità agronomiche.
É evidente come i funzionari preposti, o meglio i “Maestri”, dovessero operare con pochi mezzi, e fronteggiare la diffidenza dei coltivatori sulla validità dei nuovi metodi consigliati.
Non era sufficiente proporre un concime o un nuovo sistema di potatura; bisognava convincere prima il contadino della bontà del suggerimento.
Nel 1901 viene istituita la cattedra Ambulante di Agricoltura, che aprì una sede a Sanremo. È proprio in questo periodo che vediamo emergere la figura di un agronomo che cavalcherà con entusiasmo e passione l'innovazione agricola.
Mario Calvino nacque a Sanremo nel 1875, studiò scienze agrarie presso l'università di Pisa, discutendo una tesi innovativa per il periodo, la floricoltura della Riviera Ligure. La tesi ebbe l'onore della menzione e venne pubblicata.
Nel 1901 assunse l'incarico di direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura e contestualmente fondò l'organo di stampa “L'agricoltura Ligure”.
Fu un periodo di grande fermento e straordinario fu l'impegno di Mario Calvino nell'avvicinarsi agli agricoltori anche con metodi inusuali e fantasiosi per richiamare la loro attenzione.
Nel 1909, a seguito di alcune disavventure, si recò in Messico, dove venne nominato capo di divisione della Stazione Agricola Centrale e professore della Scuola Nazionale di Agricoltura. Ottenne anche l'ambizioso incarico di formulare un piano di sviluppo agrario della Repubblica centroamericana.
Nel 1917 si trasferì a Cuba dove ottenne l'incarico di direttore della Stazione Sperimentale di Agricoltura.
Nel 1920 conobbe la ricercatrice Eva Mameli, dottoressa in scienze naturali, che sposò.
Nel 1925 tornò a Sanremo per dirigere la Stazione Sperimentale “Orazio Raimondo”. Il prestigioso incarico venne portato avanti con grande successo fino al 25 ottobre del 1951, giorno della sua morte.
Mario viene descritto molto precisamente nel testo del figlio Italo “La strada di San Giovanni”, ma era conoscenza di tutti il suo carattere ed il suo amore per la natura e per le piante, quell'amore che si rivede nel soprannome “U Prufessù” ,come tutti lo chiamavano a Sanremo, e “Sacramento”, nomignolo affibbiatogli in Messico a causa delle sue sfuriate.
“U Prufessù” aveva una volontà indomita e tenace che finiva quasi sempre con l'imporsi anche a prezzo di dure lotte.

Testo liberamente tratto da: B.FILIPPI, Le radici dei fiori. Gli uomini e la storia della floricoltura del Ponente Ligure. VIGEVANO, DIAKRONA Edizioni, 1998.

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